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Nome: Matteo
... un po' di insano spirito tragico, smisurata possessione musicale e fastidioso senso dell'umorismo.
mi avete avvistato tra le stelle *loading* volte



L'unico rimedio che impedisce alla solitudine di diventare paura è la Fantasia.
Essa risponde alla necessità di saper andare lontano, pur rimanendo fermi; espressione, fine a se stessa, ma intensa e curativa come un caffè alle tre del pomeriggio.
La vita è tanto crudele da odiarla,
ma tanto imprevedibile da amarla.
Si perde qualcosa e dapprima si soffre, poi ci si abitua, ed infine ci si ritrova più forti.
Si è forti nel dover compensare una perdita, mentre si perde qualcosa di sè ogni volta che si acquisisce del nuovo.
Ma niente è veramente perduto, poichè tornerà sempre a noi, forse come lo ricordiamo, forse sotto altre forme.
... e quando il mio flusso si interrompe non mi resta che chiudere il quaderno, riporre la penna nel taschino e andarmene via.
In fondo è un po' quello che fanno tutti, quando, bicchiere vuoto e discorsi esauriti, rimettono il cappello e dicono "arrivederci", rivolgendosi a nessuno in particolare, quasi con la certezza che la stessa scena si ripeterà il giorno dopo, con le stesse persone e forse alla stessa ora.
Un fluido misto di caffè, pensieri e inchiostro, il mio, con parole che si susseguono in profondità, scavando dentro più di quanto non lo faccia l'alcool di quei bicchieri.
Quello che penso non lo so, ma in quello che dico, credo.
Com'è cambiata la mia via, negli anni; prima alberi, solo verdi speranze... ora serioso grigio scelta.
E come sono cambiato, da quando quegli anni cominciarono a tingersi di rosa, poi di rosso, talvolta, spesso di bianco, in un caleidoscopio di ambienti che scorrevano sullo schermo percettivo aspettando solo che il tempo rubasse, giorno dopo giorno, le più sottili sfumature di un carattere levigato dalle tante cose della vita, e dall'inevitabile esigenza di uniformità.
E se mai fossimo talmente poco sensibili all'Uomo, ecco che al mattino perfino il camion dei rifiuti, mentre è all'opera e al risveglio beve il suo amaro caffelatte, ci ricorda che pure i peggiori tra noi hanno diritto a quel po' di piacere mattutino.
Si comincia ad essere uomini quando il numero dei nemici supera quello degli amici, che a poco a poco se ne vanno...
Peccato,
così creativo, espressivo, profondo,
e allo stesso tempo così...
meschino, sleale, superficiale.
Peccato, uomo, che ti bastava davvero così poco
per essere
"A Sua immagine e somiglianza";
Peccato, per te, uomo,
che hai nascosto le tue fragili membra
(tutt'altro che invulnerabili)
dietro nuvole di fumo
che si levano, sinistri presagi, dalle ciminiere,
dalle strade,
e dal bracere, in cui getti i tuoi sogni.
Umido mattino di fine estate,
mattino di rientri e resoconti,
incontri, scontri;
e mentre la città perde
a poco a poco
il respiro lento e calmo della notte,
ecco la frenesia dell'uomo trovare sfogo,
in una sigaretta fumata nell'automobile parcheggiata,
pensando al lavoro che aspetta,
al tempo strappato via dalla routine quotidiana,
e al grigiore urbano,
che gli dà il buongiorno,
nella foschia.
(28/08/07)
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